11 set 2017

2017 ITALIA

La città di Ivrea è famosa per la battaglia delle arance, ma naturalmente in piena estate, di questa festa non c'era neppure l'ombra a parte un monumento di un'arancia.
Ma nella zona più antica della città, ci sono vari posti interessanti come il castello e i resti del teatro romano. Era piacevole passeggiare.
E sopratutto era bellissimo il Duomo che vale la pena di visitare. Fu costruito sull'altura dove c'era già, fin dal I secolo a.C., un tempio romano. Nelle parti più antiche della chiesa sono conservati i resti delle costruzioni romane e si possono notare i segni degli interventi successivi e ripetuti.
Nella cripta gli affreschi erano meravigliosi e i resti delle chiese antiche e il sarcofago romano erano molto interessanti.
Anche nel deambulatorio ci sono bellissimi affreschi come Santo Martire di Maestro di Oropa.
Questo posto mi è piaciuto molto. Se avessi potuto, ci sarei rimasta molto volentieri più a lungo...
All'inizio non abbiamo potuto trovare questo chiostro dei canonici, ma l'abbiamo raggiunto solo quando la signora dell'ufficio informazione turistiche ci ha indicato dove si trova.
Poi abbiamo visitato Pont Saint Martin dove rimane ancora oggi il ponte romano del I secolo a.C.,. Era un passaggio obbligato lungo la via delle Gallie e successivamente lungo la Via Francigena.
Ma per più di 2000 anni quante persone hanno attraversato questo ponte?
Sulla montagna a destra il castello del 1200 sovrasta il paese.
Poi lungo la via delle Gallie, nel tratto di Donnas, rimane anche un arco romano costruita nel I secolo a.C.,. Nel medioevo servì come la porta del borgo che veniva chiusa durante la notte. Le tracce lasciate dai carri e pedoni sono la testimonianza della lunga storia di questa via...
Percorrendo sempre la statale 26 si arriva al forte di Bard. Trovandosi sullo strapiombo roccioso che sovrasta la Dora Baltea, fin dall'antichità era il posto strategico per il controllo dei transiti, il presidio delle forze e la sede difensiva.

La struttura è composta da tre principali corpi di fabbrica: dal più basso l'Opera Ferdinando che ospita un museo, l'Opera Vittorio che ospita un percorso didattico sull'Alpinismo per i giovani, e l'Opera Carlo Alberto in cui una volta si trovavano le prigioni e che oggi ospita un museo.
Fino alla cima si sale con i quattro ascensori trasparenti uno dopo l'altro.
In occasione dell'arrivo di Napoleone Bonaparte nel maggio del 1800, trovò asserragliato nel forte un esercito di difesa formato da 400 austriaci. Le strutture difensive del forte erano talmente efficaci che l'armata napoleonica impiegò circa due settimane per superarle.
Il panorama visto dall'alto era mozzafiato.
Ai piedi del forte si trova il borgo di Bard che è il borgo più piccolo della Valle d'Aosta e che è considerato uno dei borghi più belli d'Italia. 
Il borgo era veramente bello ed era divertente passeggiare tra le case medioevali con le finestre in pietra, quelle a crociera, gli affreschi, la meridiana...

MALASTAGIONE

Non c'è colpo di scena e la fine della storia è quella che prevedevo, ma leggere la vita della montagna era interessante e i personaggi sono ricchi di varietà. Sopratutto Poiana, un giovane ispettore della Forestale con l'amore per le montagne e il passione per proteggerle è molto simpatico.
Poi i paesaggi descritti bene mitigano l'atmosfera triste e sinistro di questa storia.
Purtroppo non è che mi è piaciuto molto, ma comunque è un libro che scorre abbastanza bene...
L'altro giorno quando sono passata davanti al Grom di Osaka, ho notato che c'era il gusto "adzuki bean (fagioli rossi)" tra "i gusti speciali". Da noi il gelato ai fagioli rossi è popolare, ma in Italia non l'ho mai assaggiato. Come sarà il gelato ai fagioli rossi fatto da una gelateria italiana? Mi sono incuriosita e così l'ho preso benché quel giorno non avessi tempo né intenzione di mangiare il gelato. Sia il colore che il gusto erano un po' leggeri e aveva un gusto delicato. Mi sarebbe piaciuto di più se avesse il profumo più forte...  
Un mese fa ad Aosta una coppetta piccola di Grom è costata 2.3 euro, e qui ad Osaka la stessa coppetta costa 3.8 euro (500 yen)...

28 ago 2017

FINE ESTATE?

In questi giorni mi sembra che il clima sia un po' cambiato sopratutto in mattina e sera. Quel caldo soffocante continuerà ancora, ma con quest'aria tipica della fine dell'estate provo un sollievo e nel frattempo un po' di malinconia.

All'inizio dell'estate abbiamo trascorso una serata bellissima guardando i fuochi d'artificio da qui sulla riva del fiume Yodo di Osaka.
Ho goduto anche il tempo in cui aspettavamo l'inizio dello spettacolo. Il tempo scorreva lentamente e ho contemplato i colori del cielo che cambiava di momento in momento.
E' molto difficile scattare le foto dei fuochi d'artificio, così ho lasciato subito le macchine fotografiche e mi sono immersa nella magia di luci, colori e scoppi coinvolgenti.

Poi siamo partiti per l'Italia per trascorrere le vacanze e ritornati a casa subito siamo rientrati nella vita ordinaria scacciando la stanchezza, il mal di fuso orario, l'apatia post vacanze su cui di solito mi indugio. Ora quei giorni trascorsi in Italia sono come un sogno e quella serata mi sembra ieri e allo stesso tempo una vita fa...

30 lug 2017

BUON ESTATE

La stagione delle piogge se n'è andata 10 giorni fa ed è arrivato l'estate ufficialmente anche se faceva caldo già da due mesi.
L'estate giapponese è molto umido, ma quest'anno mi sembra molto più umido del solito.
Ne ho già abbastanza, ma mi goderò anche di questo caldo, mangiando i piatti e i dolci tipici d'estate e facendo quello che solo in estate si può fare invece di rimanere a casa il più possibile...
Buona estate a tutti!

L'INFINITO VIAGGIARE

Questo libro l'avevo iniziato a leggere circa 5-6 anni fa, ma mi sembrava noioso forse a causa della mia incapacità intellettive e subito mi ero interrotta nella lettura. Ma visto che non mi piace rinunciare qualcosa a metà e tenerlo in sospeso, questo libro rimaneva sempre nel angolo del mio cuore.

Ora non so perché ma mi è venuta voglia di riprovarci e ho iniziato a leggerlo, allora stavolta questo libro è molto interessante ed ero assorta nella lettura.

Infatti è un bellissimo libro. E' un saggio sulla cultura, storia ed etnia dei vari posti visitati dall'autore anziché un libro che descrive i posti turistici come mi aspettavo.
I suoi sguardi acuti, le sue riflessioni profonde, e il suo amore per la terra d'origine che apparve nel tutto il libro mi hanno insegnato tante cose che non conoscevo.

Il mondo è grande, e nel frattempo tutto il mondo è paese. Siamo tutti in fondo simili e abbiamo tante cose in comune, ma abbiamo ognuno una cultura, una tradizione e le usanze ed è interessante scoprirle viaggiando.

E' da leggere per chi ama il viaggio ma anche per chi non lo ama molto.
In estate preparo il tè verde con l'acqua e il ghiaccio anziché con l'acqua bollente.
Il tè verde è ricca di catechina che è il sapore amaro ed è estratta nell'acqua calda e di teanina che il sapore dolce ed è estratta nell'acqua fredda. Quindi dipende dalla temperatura dell'acqua con cui le foglie vengono messe in infusione il sapore del tè verde, o il tè verde amara o quella dolce.
In estate mia mamma lo preparava con l'acqua fredda e ghiaccio impiegando tanto tempo, e ultimamente imitandola preparo e gusto il tè verde con il sapore dolce e delicato.
Ci vuole più tempo, ma ne vale la pena, è un modo di preparare il tè verde molto consigliabile.

08 lug 2017

DOLCI GIAPPONESI

E' già arrivato il mese di Luglio. Non me ne ero quasi accorta, ma il tempo vola letteralmente...
Poco prima sono riuscita di trovare il tempo per partecipare ad un corso di dolci tradizionali giapponesi.

Sono golosa di dolci. Mi piacciono tutti i generi, da cioccolata, torta, biscotti, gelato a quelli giapponesi come manju, yokan, daifuku. Ma sopratutto sono pazza per i jonamagashi che sono un tipo di dolci giapponesi freschi.

I jonamagashi spesso accompagnano una tazza di tè verde alla cerimonia del tè. E principalmente sono fatti di marmellata di fagioli rossi e di quelli bianchi colorati di vari colori e raffigurano i motivi naturali come i fiori e le foglie per rappresentare le stagioni.

Da tanto tempo volevo provare a preparare questi dolci delicati, e finalmente mi è capitato di farne l'esperienza.
Visto che è stato un corso di circa mezz'ora, gli ingredienti, cioè le paste fatte di marmellata di fagioli erano già pronti.
E questi sono gli utensili semplici che stavolta noi abbiamo utilizzato.
Stavolta abbiamo preparato tre pezzi, e abbiamo iniziato con questo dolce più facile (secondo il maestro).
Prima schiacciamo le paste di tre colori insieme e le facciamo in una pasta sottile sul palmo e con questa avvolgiamo un'altra pasta di colore giallo fatta di marmellata di fagioli bianchi e tuorlo.
E utilizzando una stoffa sottile umida, plasmiamo questa palla di pasta.
E' il fiore di ortensia, ma che brutto... ma va bene, ci vuole pazienza, perché l'ho provato per la prima volta...
Ora è il secondo dolce.
Prima schiacciamo la pasta di colore verde sul palmo finché una parte non diventa trasparente. Poi con questa pasta avvolgiamo la pasta di colore giallo, e la appallottoliamo.
E segniamo un punto con il bastoncino e una riga con un utensile simile al righello.
Ecco, è la prugna.
Poi tocca all'ultimo dolce.
Utilizzando questo utensile che si chiama soborokoshi, facciamo la pasta di colore rosa e quella di colore bianco in piccoli pezzi.
E' bella questa gradazione dei colori.
Poi attorno alla pasta appallottolata di marmellata di fagioli rossi mettiamo questi piccoli pezzi con le bacchette... ma che difficile... non ci sono riuscita bene...
I partecipanti portano a casa questi tre dolci fatti dalle proprie mani in più un dolce in omaggio da parte del maestro.
Il maestro è un pasticciere di una pasticceria rinomata. Era molto gentile e ci ha spiegato tutto minuziosamente.

Forse sembrerebbe che sia un corso di argilla per i bambini, ma la pasta si asciuga rapidamente per cui si deve modellare velocemente. Non si riesce bene.
Stavolta abbiamo provato solo la parte di modellare le paste, ma era più difficile di quanto mi aspettavo.
Poi se penso alla preparazione degli ingredienti e alla manutenzione degli utensili, non ho parole.

E' ammirabile il lavoro artigianale, ma quanta pazienza e quanta fatica richiederebbe...
I dolci giapponesi li assaggiamo prima con gli occhi e poi con il parato, ma d'ora in poi, prima di assaggiarli sicuramente penserò alla fatica dei pasticcieri...

Mi dispiace se le foto dei miei dolci brutti compromettano la reputazione dei dolci giapponesi, quindi metto qui anche alcune foto dei dolci giapponesi delle pasticcerie rinomate.